Venerdì, 21 maggio

ore 21.00 - Borgo Valsugana, teatro Auditorium

 

un documentario di Pier Paolo Giarolo

 

con

Erri De Luca, traduttore ebraico antico

Fulvio Ferrari, traduttore lingue scandinave

Silvia Pareschi, traduttrice di Frenzen e De Lillo

Luca Scarlini, traduttore di testi teatrali

Nadia Fusini, traduttrice di Woolf e Keats

Donata Feroldi, traduttrice di Hugo e Duras

Elisabetta Bartuli, traduttrice di scrittori libanesi

Rita Desti, traduttrice di Saramago

Anna Nadotti, traduttrice di Byatt e Gosh

Paola Tomasinelli, traduttrice dallo spagnolo

Maurizia Balmelli, traduttrice dal francese

Enrico Ganni, traduttore dal tedesco

e con gli allievi del Conservatorio di Vicenza

 

Ogni lingua è suono. Suono che affascina e costringe al significato.

Per realizzare questo documentario l’autore ha messo insieme traduttori, musicisti e fornai. Ognuno di loro ci racconta una parte del tradurre. Il traduttore alla scrivania ce ne spiega il senso, il musicista con il proprio strumento ci fa ascoltare il suono, il fornaio di notte ne svela l'impasto.

Così la lingua diventa  uno strumento musicale e il traduttore un fornaio che impasta il pane di tutti i giorni.

Tradurre  racconta del viaggio delle parole da una lingua all'altra, un viaggio dove è  il traduttore a farci da guida.

 

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Sabato, 22 maggio

ore 21.00 - Borgo Valsugana, teatro Auditorium

 

di Stefano Massini

con  Ottavia Piccolo

musiche per arpa eseguite dal vivo da Floraleda Sacchi

coordinamento artistico dello spettacolo di Silvano Piccardi

produzione La Contemporanea

 

Una storia vera. Un ritratto della giornalista Anna Politkovskaja, realizzato senza compromessi. Un viaggio fra gli orrori russo-ceceni del terzo millennio, spiati e raccontati da una testimone definita dal Cremlino "non rieducabile": le teste mozze dei guerriglieri appese ai gasdotti, i fagotti umani fatti saltare con le granate, le gare fra militari per il record dello stupro, i kamikaze nel centro di Grozny, gli episodi di corruzione aggravata mimetizzati da una propaganda a suon di fiction televisive, senza tralasciare le carneficine del Teatro Dubrovka e della Scuola di Beslan, questo e molto altro nella testimonianza di Anna Politkovskaja. La giornalista scomoda di "Novaja Gazeta" - freddata su commissione nell'ascensore di casa con 4 colpi di pistola, di cui uno alla testa il 7 ottobre 2006– ha il corpo e la voce di Ottavia Piccolo, che ne restituisce la straordinaria forza e umanità. Non uno spettacolo teatrale ma un memorandum che ne ricompone  il profilo come in un mosaico, un puzzle. Un taccuino di appunti in forma teatrale, ovvero un collage di singoli squarci, istantanee, fotogrammi, sequenze, tutto per iscritto. Una galleria di immagini e sensazioni, riflessioni e incubi, pensieri ed emozioni. Quasi il sismografo di un'esistenza bruscamente interrotta.

 

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Domenica, 23 maggio

ore 18.00 - Borgo Valsugana, teatro Auditorium

 

un film scritto e diretto da Bobby Paunescu

Con Monica Barladeanu, Doru Boguta, Luminita Gheorghiu, Teodor Corban

 

Il film tocca il tema, più che mai scottante e attuale, dell'emigrazione.

Francesca è la storia di una ragazza romena che "compra" un lavoro in Italia per 3.000 euro decisa ad aprire un asilo multietnico a Sant'Angelo Lodigiano, cioè proprio nel paesino lombardo da cui prese le mosse Francesca Cabrini, l'intraprendente suora che alla fine dell'Ottocento fece del sostegno agli italiani emigrati in America la missione della sua vita.

 

Francesca ha 30 anni e fa la maestra in un asilo di Bucarest. I suoi genitori sono separati da alcuni anni ed ora vive insieme alla madre, Ana.

In una Romania abbagliata dal miraggio dell’Occidente e dei posti di lavoro all’estero, il sogno di Francesca è quello di emigrare in Italia. Arriva molto vicino al suo sogno, quando la sua amica, Maria le organizza un incontro con l’intermediario Pandele, sedicente funzionario dell’Ufficio per l’Emigrazione.  In cambio di 2.000 euro, l’uomo le “offre” un lavoro di assistente presso un anziano, a Sant’Angelo Lodigiano, vicino Milano, dove guadagnerà 900 euro al mese.

Francesca esita, ha poco tempo a disposizione ed i pareri di coloro che le stanno vicino sono contrastanti. Il padre si oppone, sottolineando l’intolleranza degli italiani nei confronti dei romeni, la direttrice dell’asilo presso il quale lavora è sospettosa. Ed anche fra i suoi amici c’è perplessità. La madre, invece, aveva contagiato a Francesca il suo entusiasmo per l’Italia e la sua aspirazione ad una vita migliore. Le sembra addirittura un segno del destino che Francesca abbia trovato lavoro  proprio nella città in cui si sarebbe dovuta trasferire anche lei, se avesse sposato Marco, un cittadino italiano per cui ancora nutre dei rimpianti. Per questo Ana le ha offerto tutto il suo appoggio e ha donato alla figlia tutti i suoi risparmi.

Le esitazioni di Francesca sono legate anche al momento difficile che attraversa la relazione con il suo compagno, Mita. Questi appare distratto e sfuggente, anche se  risoluto nella decisione di raggiungere la ragazza alla conclusione di un affare nel quale è coinvolto, per aiutarla a realizzare il progetto di aprire un asilo in Italia non appena avessero accumulato la somma necessaria.

Ma le insistenti domande di Francesca lo inducono a confessare e la verità viene a galla: Mita è implicato in un’azione illegale con la complicità di un funzionario del comune che gli ha venduto la proprietà di un terreno. Attratto dal facile guadagno e dalla possibile speculazione, Mita ha preso in prestito una parte dei soldi da alcuni strozzini ma l’acquisizione del terreno rallenta, gli interessi si accumulano e le minacce degli usurai si fanno sempre più incalzanti.

Francesca è pronta a sacrificare la sua partenza in Italia e si offre di aiutarlo con i suoi risparmi; sarebbe anche disponibile a chiedere al suo padrino una parte della cifra da restituire.

Tutto sembra ritornare normale ed insieme decidono che lei sarebbe partita subito mentre lui l’avrebbe seguita nell’arco di un mese.

Ma gli eventi prendono una piega inaspettata e le scelte dei protagonisti diventano sempre più difficili.